Solitamente una persona decide di andare in terapia quando si sente bloccata o in difficoltà nello svolgimento delle proprie attività personali (lavorative, scolastiche, relazionali..).

Ci si può sentire depressi e privi di energie o motivazione;

si può essere ansiosi o impauriti;

si può sentire di essere lontani da sé, non riconoscersi;

si può essere disorientati o confusi;

si può avere la sensazione di non contattarsi, di vuoto emotivo e di distacco;

ci si può sentire spesso arrabbiati o irascibili;

ci si può sentire non ascoltati o non compresi.

Di per sé nessuna delle cose elencate rappresenta un blocco, a patto che non venga sentita come una limitazione per la libertà personale di agire nel mondo e di mettersi in relazione con gli altri.

Viene considerata bloccante qualunque sensazione impedisca alla persona di svolgere una vita completa ed appagante secondo i propri personali criteri.

Quello è il momento di rivolgersi ad un professionista.

Tuttavia, non è certo necessario arrivare a sentire un dolore o un disagio bloccanti per decidere di addentrarsi in un percorso conoscitivo di sè. Scendere in un'intima relazionale con se stessi, diventare più consapevoli dei propri comportamenti, comprendere meglio le proprie scelte di vita, è sempre funzionale a star meglio con se stessi e con gli altri e rappresenta un'esperienza incredibilmente appagante.

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Dott.ssa Federica Castellano
Psicologa Psicoterapeta
via dell'Industria, Palazzo Velathri, 57023 Cecina (LI) - Cell. 3428801328 - Mail f.castellano@virgilio.it
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